di Salvatore Manzo

La scorsa settimana, il 7 gennaio, il mondo del baseball ha perso uno dei suoi grandi ambasciatori all’età di 93 anni, Tom Lasorda. Era il membro vivente più anziano della National Baseball Hall Of Fame.

Lasorda era noto per molte cose, ma la sua prorompente personalità, l’amore per il gioco del baseball e dei Dodgers e l’orgoglio che aveva per le sue origini italiane erano al di sopra di tutto.

Figlio di papà Sabatino che emigrò da Tollo (Chieti) verso gli Stati Uniti in cerca di fortuna e mamma Carmela, anche lei di chiare origini italiane ma la storia vuole che i due si incontrassero nel nuovo continente a Norristown (Pennsylvania), Thomas Charles Lasorda era orgogliosissimo delle sue origini Abruzzesi.
“Prima di morire vorrei vedere un italiano giocare in Major League” diceva. E il 7 settembre 2011 uno dei suoi sogni divenne realtà: con la casacca numero 16 dei Seattle Mariners, Alex Liddi diventa il primo giocatore nato e cresciuto in Italia della storia a debuttare il MLB.

La foto inviata da Lasorda a Geri con scritto “To Massimiliano, Bono saluta tu paesano Tom Lasorda” | ©2021 M. Geri. All Rights Reserved.

<<Ero un ragazzino, 16-17 anni credo, internet era già alla portata di tutti da qualche anno e avevo iniziato a scrivere ai grandi giocatori e alle squadre di Major per ricevere sticker,  figurine e autografi, insomma tutto ciò che qua in Italia era introvabile.>> racconta Massimiliano Geri, oggi Presidente delle Italian Baseball Softball Players Association (IBSPA), la prima Associazione dei Giocatori di Baseball, Softball, Baseball per Ciechi ed Ipovedenti e Baseball 5 della storia del batti-e-corri italiano.

<<Anche se vivo a pochi chilometri dalla base americana di Camp Darby, senza eBay e Amazon dovevi per forza conoscere qualcuno che a sua volta conosceva qualcuno che era stato in America per ottenere anche una semplice figurina! Ma fu così che il primo a rispondermi fu proprio Tom Lasorda, non si aspettava di ricevere una lettera da un ragazzino italiano innamorato del baseball.>> prosegue <<Gli inviai una figurina chiedendo se potesse firmarmela e non solo me la spedì indietro autografata, ma incluse altre due figurine, una fanzine dei Dodgers e la cartolina ufficiale della Hall Of Fame firmata. Non contento, inserì nel pacco anche una foto autografata con una dedica fantastica “To Massimiliano, bono saluta tu paesano. Tom Lasorda.”. Ma la cosa più bella era che aveva alimentato in me in fuoco della passione per questo sport, per i suoi personaggi, per la sua storia.
Da quel contatto ne seguirono decine con altri mostri sacri del baseball fino ad arrivare a oggi e al lavoro che stiamo facendo con la IBSPA. Sicuramente aver ricevuto una lettera da Tom Lasorda ed il fatto di avermi fatto sentire in qualche modo vicino alla MLB in quel momento, ha contribuito sensibilmente a ciò che 20 anni dopo abbiamo creato per il movimento italiano ed è per questo che ogni volta che riesco a portare un Major Leaguer o un personaggio legato al nostro movimento, la prima condizione che metto è che incontrino i bambini, per piantare dentro di loro il seme della passione per il nostro Gioco.>>.

Tommy era la definizione di uno che parla, mangia, pensa e respira baseball, con una carriera che spaziava dal giocare, dirigere, allenare ed essere un ambasciatore del baseball per sette decenni.

La cartolina della HOF firmata da Lasorda “To Massimiliano Tom Lasorda” | ©2021 M. Geri. All Rights Reserved.

Lasorda, l’ultimo allenatore a vincere una World Series per Los Angeles (1981 e 1988), è stato finalmente in grado di vedere i suoi amati Dodgers diventare di nuovo campioni lo scorso ottobre, battendo Tampa Bay Rays nelle World Series 2020.
Oltre ad avere due anelli delle World Series ed essere introdotto come allenatore nella Hall of Fame della MLB, Tom ha anche una Medaglia d’Oro Olimpica nel suo curriculum: all’età di 73 anni Tommy torna ad indossare la divisa per guidare la squadra di baseball USA vittoria ai Giochi di Sydney 2000, battendo l’imbattibile Cuba nella partita finale.

Tom Lasorda è anche famoso per aver draftato Mike Piazza, futuro catcher della Hall of Fame e attuale manager della nazionale italiana, come favore a suo padre Vince, un amico di lunga data fin dai tempi in Pennsylvania. Lasorda ha sempre riverito il successo di Piazza nei grandi campionati ed è stato molto orgoglioso di essere quello “che ha trovato quel ragazzo”.

Il suo impatto sul gioco del baseball non può essere misurato e si farà sentire per decenni a venire.

I membri del Consiglio Direttivo e tutti i collaboratori della Italian Baseball Softball Players Association porgono alla famiglia Lasorda le più sentite condoglianze e ci uniamo alla comunità del baseball di tutto il mondo in lutto per questa tremenda perdita.

Ciao Tommaso.

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